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Sea Of Thieves – Pagina Estemporanea del Diario di un Videogiocatore

23/06/2019 - Pubblicati
Sea Of Thieves – Pagina Estemporanea del Diario di un Videogiocatore

La ricchezza del forziere del team di sviluppo targato Rare, Sea Of Thieves, risiede nell’estemporaneità del viaggio

[Post originariamente scritto e condiviso il 23/06/2018]

“Ottimo, sono riuscito ad accaparrarmi quasi ‘in corner’ un ulteriore mese di Xbox Game Pass ad 1€: accantoniamo per un mese il backlog videoludico (al quale mi sono e mi sto dedicando da un anno a questa parte) e tocchiamo con mano alcuni Titoli più recenti, e disponibili all’interno dell’abbonamento, come il chiacchierato Titolo firmato RARE;
mettiamo anche in download il curioso ReCore.
Attendendo che quest’ultimo si scarichi, finalmente ho il piacere di conoscerti, Sea Of Thieves; bene, avviamo il gioco.

Devo scegliere il mio alter ego digitalmente piratesco, so già che mi porterà via 1/4 del tempo dell’abbonamento; in realtà no.
Che stupido, non è un GDR / RPG.
Fatto. Solitario o Ciurma Online? Direi di addentrarci, con tutta la calma iniziale, in Solitario.
Sembra che ci stiamo risvegliando da una sobria sbronza: eccellente.
Quale sarà mai il nostro primo incarico? Dal menù non trovo nessun elenco, anche se sará meglio iniziare a prendere dimestichezza con i comandi:
mmh, una ruota da cui selezionare degli oggetti: una banana, una bussola, un secchio, una pala, un orologio, persino degli strumenti musicali. Ma che diamine ci faccio? Bah, chiudi.
Oh, delle rudimentali bocche da fuoco: pane per il mio controller.
Ancora niente missioni; allora vagabondiamo nell’avamposto e facciamo conoscenza con gli NPCs nelle vicinanze.
Pare esserci la presenza di alcune fazioni, finalmente qualcosa da fare.
[…]
Ho spolpato ogni dialogo, tutti inneggianti l’avventura, ma -di fatto- ancora niente: nessuna mappa nell’inventario, nessun riferimento, ma dove devo andare?!? Magari non ha funzionato qualche meccanismo; sto perdendo la pazienza e sta già salendo la voglia di disinstallare questo Sea Of Thieves…ritenterò domani, forse sarò più fortunato.

Eccoci, a sto giro vada per la ciurma Online, sul piccino Sloop (‘Sic Parvis Magna’, no?).
Ma guarda, sono ‘spawnato’ su quello di un altro giocatore: mi sta parlando tramite la chat vocale ma non riesco sentirlo; non rimane che utilizzare quella testualmente predefinita, ma non mi risponde.
Va beh, non ci resta che attendere (incuranti) l’arrivo verso chissà quale meta.
Sbarchiamo sulla spiaggia di un isolotto, lui ha una mappa in mano, sta cercando qualcosa; ha iniziato a scavare.
Un forziere! Ora chissà come bisognerà procedere.
Sta tornando sul minuto veliero, lo seguo; in prossimità della stiva pare aver dato un’occhiata alla mappa di gioco (allora ne esiste una!), si è orientato con la bussola, ha dispiegato le vele e finalmente ha dato segni comunicativi con un testuale e diretto ‘Torniamo all’avamposto!’ (controbattendo con un energico ‘Signorsì!’).
Dopo che ho preso dimestichezza con le meccaniche dell’imbarcazione, che siamo tornati lisci come la pacificamente sontuosa marea di pixel celesti prodotti dal team di sviluppo e che ci siamo intascati il bottino, apprendo dal mio temporaneo collega che gli incarichi, assegnati da parte delle fazioni, occorre predisporli su un tavolo affinché quello più votato (se presenti 2+ videogiocatori) si attivi come ‘missione principale’, la quale successivamente comparirà sulla nostra ruota degli incarichi da seguire.
Che sia dannato, é ora di cena ma voglio salpare nel mio primo vero viaggio: pare che dovremmo imbatterci in una caccia al teschio di un non-morto, un ‘pezzo grosso’ di scheletro.

Masticato da parte mia l’utilizzo della bussola e l’orchestrazione delle vele, scorgiamo in lontananza ciò che pare essere l’atollo di destinazione.
Con un’esperienza consolidata sulle spalle, l’ormai fido compagno nuota verso lo scontro ravvicinato; per questa volta meglio se fornirò copertura col mio moschetto dall’ottica crepata (e diciamocelo, improvvisare un tiratore scelto ha sempre il suo fascino).
Il temerario compagno sembra cavarsela ad occhi chiusi ma gli scheletrini è come se si moltiplicassero sempre di piú; riesco ad abbatterne qualcuno e quando tutti sembrano ritornati ad un mero cumulo di ossa, ecco arrivare il ‘boss’ per antonomasia.
I fendenti da terra sembrano non bastare: mi è rimasto un colpo ma se vado a rifornirmi di munizioni probabilmente il mio compagno si unirà alla rosa scheletrica. Prendiamo tempo.
Come un battito di ciglia, con 2 colpi sincronizzati, uno da terra ed uno da mare, freddiamo il nostro amicone.
Tornato sullo Sloop, con l’esuberanza di un bambino, invio al mio collega un testuale ed orgoglioso ‘Presi! Bel Lavoro!’; non rimane che tornare all’avamposto, un gioco da ragazzi (no?).
Letteralmente come un fulmine a ciel sereno, sui nostri boccali colmi di festeggiamenti, musiche corali e grog, si riversa l’ira delle tempeste.
Di colpo, sempre su schermo, sono avvertito che ‘Imbarchiamo acqua!
Non sono preparato, il panico mi stava per ammanettare quando un lampo improvviso mi ha ricordato del fu insignificante secchio; parallelamente, occorreva effettuare delle riparazioni ‘rattoppa-buchi’ con delle assi di legno: avanti e indietro, indietro e avanti; attimi concitati e memorabili. 

Alla fine abbiamo salvato il ferito Sloop, il sole è tornato a rasserenare, siamo ri-tornati sani e salvi, abbiamo consegnato il sudato teschio e riscattato la ricompensa.
Chissà cosa potrà ancora capitare, o meglio, cosa potrà mai andare storto, magari sul Galeone! Solo il prossimo itinerario consegnerà le risposte.
Ora devo proprio andare; non siamo riusciti a scambiarci un vero dialogo ma la cooperazione ha parlato per noi.
Arrivederci compagno straniero, è stato un onore…e grazie.”

Grazie Rare.

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