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Alan Wake – quanto "prendono" un VideoGiocatore, i Titoli Odierni?

04/10/2017 - Pubblicati
Alan Wake – quanto "prendono" un VideoGiocatore, i Titoli Odierni?

[Post Scritto il 27/08/2017, finalmente riesco a Condividerlo]
Al calare inesorabile della mia pausaEstiva che, inesorabilmente, mi TeleTrasporta da una gitaDigitale all’altra, animata da Videogiochi da Recuperare e SerieTV, marciando di giorno in giorno verso il disagiante “portone” di Settembre, il quale (come di consueto) sancisce l’inizio di NuoveStagioni a 360gradi:
da quelle Lavorative (o scolastiche, in cui fortunatamente non ho più niente a che fare) arrivando a quelle Sportive.
In attesa, dunque, dopo aver presoParte ad uno dei Dibattici più Controversi degli ultimi anni con DeusEx:HumanRevolutionaver messo mano sulla Fatidica Serie di HalfLife (e non solo) e lasciatomi Incantare dalle Profondità-Sommità della Serie BioShock, mi sono catapultato in uno dei tanti aghi del mio “Pagliaio dei Recuperi”, acquistando (ormai per pochi Euro, beneficiando sempre della RetroCompatibilità di Xbox360 su XboxONE) un’Esclusiva di casaMicrosoft, di ben 7anni fa e che mi strappò un’occhiata ogni qualvolta la vedevo esposta in qualche scaffale di GameStop, catene di Negozi e compagniaBella:

Titolo appartenente ormai alla previous-gen Sviluppato da RemedyEntertainment, Rilasciato sulla gloriosa Xbox360 nel Maggio del 2010 e, 2anni più tardi, in DistribuzioneWindows, cala il VideoGiocatore nei panni di colui che intitola in Videogioco stesso, Alan Wake, in un’AvventuraThriller in TerzaPersona dal retroGusto Survival condito parsimoniosamente con una sana componente Shooting:
cercando di non divampare Spoiler, Alan è uno Scrittore (oserei) in crisi, dal momento in cui non riesce a superare il blocco che lo costringe a non buttare giù delle righe.
A cercare di porvi rimedio è la moglie Alice, la quale maschera una Vacanza come tentativo di “Ritrovo dell’Ispirazione” ​(dato che Alan appare irritato ogni qualvolta si tocca il delicato tasto “scrittura”);
trapelato l’intento, Alan litiga istintivamente con Alice stessa, abbandonandola momentaneamente per prendersi del tempo e pensare ma, non appena sentite le sue Urla, questa viene Rapita.Le vere e proprie vicende dei Protagonisti inizieranno a prendere Vita proprio da qui, trasportando il VideoGiocatore in un Viaggio “Introspettivo” orchestrato da SogniOscuri
che dipingeranno il fantomatico Racconto ricercato dalll’Inventiva di Alan la quale sembra ormai averlo abbandonato (e che successivamente si tramuterà in Realtà)…vitale per la Salvezza della Moglie.

Assaporando ogni minuto che passava nel quale si compiva il Rapimento del mio AlterEgo-Digitale all’interno del Titolo, inevitabilmente si sono innescati i classici e variegati Ingranaggi della Riflessione, “rimembrando” di come dalla teneraEtà a questaParte, Anno dopo Anno, questo Godimento sia andato a scemare in una buonaParte dei Titoli offerti sul Mercato, risultanti spesso Mediocri in termini di CoinvolgimentoNarrativo, sacrificando quest’ultimo (magari) per il paralleloSviluppo di un CompartoOnline/MultiGiocatore…StandardOdierno. Forse perché il FiloneNarrativo avanza nel calzanteStile “SerieTV”, organizzato in Episodi alla fine dei quali sopraggiunge la classica Stroncatura della Scena-Clue, invogliando il/la diretto/a interessato/a a Scavare più a Fondo e dunque Continuare;forse perché la Location (Teatro delle varieVicende) risulta essere tanto Anonima (almeno in un primoMomento) quanto suggestivamente Inquietante e/o forse perché questo Titolo è dedicato solo ed esclusivamente alla Componente Narrativa/SinglePlayer, Alan Wake mi ha fatto Personalmente ri-Emergere in meStesso quella bramosaSensazione di completo Avvolgimento in cui Immergersi non solo per portare a compimento la fatidica Scrittura (col mero Linguaggio del GamePlay), ma anche per divenire Dipendente dall’intramontabile frase “devo sapere come continua, come va avanti”,
in una Storia la quale, a sua volta, è stata già scritta all’insaputa dello stesso Protagonista…e tantomeno del Videogiocatore. 

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